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Il
16 Giugno 2001 a Sassalbo, un piccolo paesino in provincia di Massa Carrara,
al confine con l'Emilia adagiato tra le montagne dell'appennino tosco-emiliano
accadde un fatto decisamente strano, del quale furono testimoni più
di trenta abitanti del paese.
L'avvenimento, ampiamente trattato dai media e ricordato in queste pagine,
riguardava l'avvistamento prolungato da parte di alcuni abitanti del paese
di un oggetto metallico cilindrico posto sopra il greto del Canale delle Acque
Torbide.
Nessuno dei testimoni allora pensò ad immortalare l'oggetto per consentirne
un'adeguata identificazione.
Tale oggetto rimane ancora oggi, a distanza di molti mesi, Non Identificato
ovvero un UFO vero e proprio nel senso letterale delle parole di Oggetto
Volante non Identificato, almeno fino ad una oramai improbabile identificazione
ed il caso è stato inserito negli archivi dei gruppi ufologici italiani
ed europei.
Dopo quel singolo episodio, risvegliata l'attenzione dei media e degli ufologi,
alcuni strani fenomeni luminosi cominciarono ad essere osservati a Sassalbo
e nelle immediate vicinanze nei mesi seguenti.
Quella che sembrava una casistica fenomenologica sporadica in realtà
si rivelò quasi una caratteristica del luogo.
Lentamente si delineava un quadro di avvenimenti molto più complesso
di quello prospettato inizialmente.
Tali fenomeni sembravano essere presenti in loco da tempi immemorabili (sia
luminosi sia solidi per così dire) ed inspiegabilmente la popolazione
locale non sembrava notarli o mostrare alcun interesse.
Il caso del 16 Giugno era servito dunque a scoprire una situazione pregressa
autoctona.
Dopo aver verificato la reale esistenza di questi fenomeni il primo gruppo
di ricerca (formato da me, Marco Peruzzi, Iacopo Nicolosi, geofisico, Nicoletta Ricchetti,
geologa, Sarah Merizio e Stefania Botti, geologa anch'essa) notò immediatamente
alcune analogie con la più famosa fenomenologia delle luci di Hessdalen
.
Raccogliemmo così numerose testimonianze e documentazioni fotografiche
sul campo, rilevazioni strumentali del campo magnetico terrestre ed ogni altro
dato che poteva tornarci utile per la ricerca della possibile causa di quelle
fenomenologie luminose... e questo per tutta la durata dell'estate 2001.
Sul finire dell'estate cominciava a sentirsi l'esigenza concreta di una monitorizzazione
costante del territorio, di un metodo di ricerca scientifico e di una raccolta
sistematica dei dati.
Il nostro gruppo era diventato improvvisamente insufficiente a seguire la
complessa fenomenologia di Sassalbo, da qui la richiesta di aiuto alla quale
molti studiosi ed ufologi hanno aderito.
A Sassalbo coesistono fenomenologie diverse sicuramente di tipo naturale ed
altre di tipo ancora sconosciuto.
Cominciamo così a studiare i fenomeni di origine naturale per cercare
di capire anche gli altri che sfuggono alla comprensione.
Parteciparono al gruppo di studio esponenti dei maggiori gruppi ufologici ma anche tanti ricercatori singoli ed
indipendenti o solo semplici appassionati che hanno prestato un po' del loro
tempo e delle loro risorse per il Progetto Sassalbo.
Il Progetto Sassalbo agisce al di fuori delle logica prettamente di indagine ufologica, ma applica i canoni della ricerca scientifica per l'osservazione e la catalogazione di tutti quei fenomeni, luminosi e non, che sfuggono a un'immediata comprensione all'interno di una casistica naturale o antropica.
Il Progetto Sassalbo mantiene quindi la più ampia libertà di movimento rispetto ai gruppi ufologici di appartenenza di molti dei suoi membri, che sono tutti volontari ed ai quali va il nostro
grazie.
Marco
Peruzzi
Responsabile e Organizzatore
Progetto Sassalbo
Il Progetto Sassalbo supporta il SETI Program, collabora con noi
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